I Prati di Mazzano
chi sono
Utente: Colognes
Nome: Francesco
Sono cattolico, italiano ed in costante polemica con il mondo moderno.
commenti recenti
archivio
categorie
links
partecipano

foto recenti
bottoni
  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder
counter
visitato *loading* volte
giovedì, 26 novembre 2009

Ru486, stop in commissione
«No all'immissione sul mercato»

Approvato in Commissione il documento finale dell'indagine conoscitiva sulla pillola abortiva

ROMA - Il Senato blocca la RU486. La commissione Sanità di Palazzo Madama ha infatti approvato a maggioranza con il voto favorevole di Pdl e Lega e quello contrario del Pd, il documento finale dell'indagine conoscitiva sulla pillola abortiva presentato dal presidente e relatore Antonio Tomassini. Nel documento si chiede di fermare la procedura di immissione in commercio della pillola Ru486 in attesa di un parere tecnico del ministero della Salute circa la compatibilità tra la legge 194 e la pillola abortiva. L'indagine è dunque conclusa e la parola passa al governo, ha spiegato il presidente della stessa commissione di Palazzo Madama, Antonio Tomassini. «La decisione comparirà nei resoconti parlamentari, verrà inviata agli organi di governo e da loro discenderà in che misura tenerne conto. Noi abbiamo una funzione di indirizzo e proposta. L'indagine conoscitiva serve a far maturare in chi la svolge gli esatti termini di una vicenda».

«SOLO CHIACCHIERE» - Quelle della maggioranza e del governo «ancora una volta sono chiacchiere, ci dicano una volta per tutte cosa vogliono fare» è il commento a caldo del capogruppo del Pd al Senato, Anna Finocchiaro. «Ho l'impressione - ha aggiunto la senatrice - che il ministro Sacconi avrebbe potuto sollevare un arbitraggio sulla scorta delle valutazioni dell'Agenzia europea del farmaco (Emea), invece non l'ha fatto. Credo che in questa vicenda, per ragioni di natura politica ma senza avere il coraggio di dire che non vogliono la commercializzazione della pillola, il governo sta facendo una serie di chiacchiere. Credo che sia giunto il momento - conclude - di dirci che cosa vogliono realmente». Dura la reazione dell'Idv: il presidente del gruppo al Senato, Felice Belisario parla di «un autentico colpo di mano». «È assolutamente indecente quanto deliberato questa mattina dalla commissione Igiene e Sanità del Senato» ha aggiunto il dipietrista. Soddisfatto il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri: «Abbiamo voluto ed ottenuto che sulla pillola Ru486 si facesse chiarezza» ha spiegato. «Troppi erano e sono ancora - ha aggiunto - i dubbi che legano la sua somministrazione alla salute delle donne. Per noi lo stop - ha concluso - è una vittoria di civiltà, una vittoria in difesa della salute». Si sfila il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto: «Francamente non condivido il blocco richiesto dalla Commissione Sanità del Senato nei confronti della pillola RU486, che l'Agenzia Italiana del Farmaco, del tutto tecnica e neutrale, ha ammesso all'uso con vincoli assai rigorosi (la commercializzazione e l'uso è consentita solo in ospedale) che rispettano la legge 194. L'Agenzia Italiana del Farmaco ha agito in modo del tutto regolare e legittimo». Per Silvio Viale, il ginecologo torinese che ha condotto la sperimentazione della pillola abortiva, quella del Senato «è una svolta antiabortista». «Per le donne - avverte Viale - si preannunciano tempi bui se il politico fa il dottore».

APPROVATA A MAGGIORANZA - La mozione del relatore Antonio Tomassini è stata approvata a maggioranza. Quattordici i voti a favore, compreso quello del presidente della commissione, e otto quelli contrari, tutti dell'opposizione. Secondo i regolamenti dell'indagine conoscitiva, le altre due mozioni, quella della senatrice radicale eletta nelle fila del Pd, Donatella Poretti, e quella del Partito democratico, non sono state votate, perché precluse dal voto favorevole della mozione di maggioranza.

L'AIFA E L'INDAGINE - Lo scorso settembre la Commissione Igiene e Sanità del Senato aveva dato all'unanimità parere favorevole a un'indagine conoscitiva sulla pillola abortiva, dopo il sì dell'Agenzia italiana del Farmaco alla vendita. Autorizzando l'immissione in commercio della Ru486, l'Aifa aveva sottolineato che l'utilizzo del farmaco in Italia deve avvenire nel rispetto della legge sull'interruzione di gravidanza, e la sua somministrazione segue un rigido protocollo medico.

26 novembre 2009

http://www.corriere.it/politica/09_novembre_26/pillola-abortiva-no-del-senato_457ec642-da64-11de-a7cd-00144f02aabc.shtml

postato da: Colognes alle ore 10:49 | Link | commenti
categoria:politica italiana, aborto, attualitĂ , societĂ , morale, ru486
martedì, 03 novembre 2009

La Corte europea dei diritti dell'uomo: «No al crocefisso nelle aule scolastiche»

Accolto il ricorso di un'italiana di origine finlandese. Gelmini: «È un simbolo della nostra tradizione»

MILANO - La presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche costituisce «una violazione del diritto dei genitori a educare i figli secondo le loro convinzioni» e una violazione alla «libertà di religione degli alunni». Lo ha stabilito la Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo accogliendo il ricorso presentato da una cittadina italiana. Il giudice Nicola Lettieri, che difende l'Italia davanti alla Corte di Strasburgo, ha reso noto che il governo italiano ricorrerà contro la sentenza. Se la Corte accoglierà il ricorso, il caso verrà ridiscusso nella Grande Camera. Qualora non dovesse essere accolto, la sentenza diverrà definitiva tra tre mesi, e allora spetterà al Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa decidere entro sei mesi, quali azioni il governo italiano deve prendere per non incorrere in ulteriori violazioni. Il Vaticano assume invece una posizione attendista: «Dobbiamo valutare la sentenza».

LA SENTENZA - «La presenza del crocefisso, che è impossibile non notare nelle aule scolastiche - si legge nella sentenza dei giudici di Strasburgo - potrebbe essere facilmente interpretata dagli studenti di tutte le età come un simbolo religioso. Avvertirebbero così di essere educati in un ambiente scolastico che ha il marchio di una data religione». Tutto questo, proseguono, «potrebbe essere incoraggiante per gli studenti religiosi, ma fastidioso per i ragazzi che praticano altre religioni, in particolare se appartengono a minoranze religiose o sono atei». Ancora, la Corte «non è in grado di comprendere come l'esposizione, nelle classi delle scuole statali, di un simbolo che può essere ragionevolmente associato con il cattolicesimo, possa servire al pluralismo educativo che è essenziale per la conservazione di una società democratica così come è stata concepita dalla Convenzione europea dei diritti umani, un pluralismo che è riconosciuto dalla Corte costituzionale italiana». I sette giudici autori della sentenza sono Francoise Tulkens (Belgio, presidente), Vladimiro Zagrebelsky (Italia), Ireneu Cabral Barreto (Portogallo), Danute Jociene (Lituania), Dragoljub Popovic (Serbia), Andras Sajò (Ungheria), e Isil Karakas (Turchia).

fonte: www.corriere.it


Sentenza assurda ma non per questo imprevista, che vuole dare l'ennesima picconata alle tradizioni italiane ed europee. Speriamo che il governo italiano si faccia sentire e non sia ancora una volta squallido esecutore di decisioni prese fuori dai nostri confini.

martedì, 27 ottobre 2009

Ragazza palestinese fa una pausa prima di riprendere a raccogliere l'acqua a Gaza, dove il 90 per cento dell'acqua  disponibile è contaminata e inutilizzabile per l'uso domestico

Amnesty International ha accusato oggi, martedì 27 ottobre, Israele di negare ai palestinesi il diritto a un adeguato accesso all'acqua, mantenendo il controllo totale delle risorse idriche comuni e mettendo in atto politiche discriminatorie, concepite per limitare la disponibilità di acqua e impedire lo sviluppo di infrastrutture idriche operative nei Territori palestinesi occupati.
 
"Israele consente ai palestinesi di accedere solamente a una piccola parte delle risorse idriche comuni, che si trovano per la maggior parte nella Cisgiordania occupata, dove invece gli insediamenti illegali dei coloni ricevono forniture praticamente illimitate. A Gaza il blocco israeliano ha reso peggiore una situazione che era già terribile" - ha dichiarato Donatella Rovera, ricercatrice di Amnesty International su Israele e i Territori palestinesi occupati.

In un nuovo approfondito rapporto, Amnesty International mostra fino a che punto le politiche e le pratiche israeliane negano ai palestinesi il loro diritto all'accesso all'acqua. Israele utilizza più dell'80 per cento dell'acqua della falda montana, la maggiore riserva idrica del sottosuolo dell'area, e limita l'accesso dei palestinesi al solo 20 per cento. La falda montana è l'unica risorsa per i palestinesi della Cisgiordania, mentre è solo una delle tante a disposizione d'Israele, che tiene per sé tutta l'acqua disponibile del fiume Giordano.

Mentre il consumo giornaliero di acqua dei palestinesi raggiunge a malapena i 70 litri a persona, quello degli israeliani è superiore a 300 litri, quattro volte di più. In alcune aree rurali i palestinesi sopravvivono con solamente 20 litri al giorno, la quantità minima raccomandata per uso domestico in situazioni di emergenza. Da 180.000 a 200.000 palestinesi che vivono in comunità rurali non hanno accesso all'acqua corrente e l'esercito israeliano spesso impedisce loro anche di raccogliere quella piovana. Al contrario, i coloni israeliani, che vivono in Cisgiordania in violazione del diritto internazionale, hanno fattorie con irrigazioni intensive, giardini ben curati e piscine: 450.000 coloni israeliani utilizzano la stessa, se non una maggiore quantità d'acqua, rispetto a 2.300.000 palestinesi.

Nella Striscia di Gaza, il 90-95 per cento dell'acqua dell'unica risorsa idrica presente, la falda acquifera costiera, è contaminato e inutilizzabile per uso domestico. Inoltre, Israele non permette il trasferimento di acqua della falda acquifera montana della Cisgiordania verso Gaza. I rigorosi divieti, imposti negli ultimi anni da Israele all'ingresso a Gaza di materiali e apparecchiature necessari per lo sviluppo e la riparazione di infrastrutture, hanno causato un ulteriore deterioramento dell'acqua e della situazione sanitaria, che a Gaza ha raggiunto un livello drammatico.

Per far fronte alla carenza d'acqua e alla mancanza di impianti di distribuzione, molti palestinesi sono costretti ad acquistare acqua dalle cisterne mobili, spesso di dubbia qualità e a un prezzo maggiore. Altri ricorrono a varie misure per risparmiarla, pericolose per la salute loro e delle loro famiglie e che ostacolano lo sviluppo socio-economico.

"In oltre 40 anni di occupazione, i divieti imposti da Israele all'accesso all'acqua dei palestinesi hanno impedito lo sviluppo di infrastrutture e di servizi idrici nei Territori palestinesi occupati, negando così a centinaia di migliaia di persone il diritto di vivere una vita normale, di avere cibo a sufficienza, una casa, la salute e sviluppo economico" - ha dichiarato Donatella Rovera.

 

Israele si è appropriato di vaste aree delle terre palestinesi ricche di acqua, occupandole e vietando l'accesso ai palestinesi. Ha inoltre imposto un complesso sistema di permessi che i palestinesi devono ottenere dalle forze armate e da altre autorità israeliane per portare avanti progetti idrici nei Territori palestinesi occupati. Tali richieste sono spesso rifiutate o subiscono lunghi rinvii. I divieti imposti da Israele al movimento di persone e beni inaspriscono ulteriormente le difficoltà che i palestinesi devono affrontare quando cercano di portare a termine progetti idrici e sanitari o anche solo quando vogliono distribuire piccole quantità di acqua.

Il fatto che le cisterne siano costrette ad allungare il percorso per evitare i posti di blocco dell'esercito israeliano e le strade vietate ai palestinesi, determina un eccessivo aumento del prezzo dell'acqua. Nelle zone rurali, i contadini palestinesi lottano quotidianamente per procurarsi abbastanza acqua per i loro bisogni primari, in quanto l'esercito israeliano spesso distrugge o confisca le cisterne per la raccolta dell'acqua piovana destinata all'irrigazione. Invece, nei vicini insediamenti israeliani, gli impianti irrigano i campi sotto il sole di mezzogiorno, quando buona parte dell'acqua si perde evaporando persino prima di raggiungere il suolo.

In alcuni villaggi palestinesi, poiché non hanno accesso all'acqua, i contadini non riescono a coltivare la terra né a produrre piccole quantità di cibo per il loro sostentamento o come mangime per gli animali e sono quindi costretti a ridurre la quantità dei capi bestiame.

"L'acqua è un bene e un diritto fondamentale ma avere una quantità d'acqua anche minima e di cattiva qualità è diventato un lusso che molti palestinesi possono a malapena permettersi" - ha commentato Rovera. "Israele deve porre fine alle sue politiche discriminatorie, abolire immediatamente tutti i divieti che impone ai palestinesi per l'accesso all'acqua, assumersi la responsabilità di affrontare i problemi che ha creato e accordare ai palestinesi un'equa ripartizione delle risorse idriche comuni".

Ulteriori informazioni
Questo nuovo rapporto fa parte della campagna globale "Io pretendo dignità", lanciata da Amnesty International nel maggio di quest'anno per chiedere la fine delle violazioni dei diritti umani che creano e acuiscono la povertà. La campagna sta mobilitando persone di ogni parte del mondo per pretendere che i governi e le aziende ascoltino la voce di coloro che vivono in povertà e rispettino i loro diritti.

FINE DEL COMUNICATO                                                                   Roma, 27 ottobre 2009

http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/2725

postato da: Colognes alle ore 17:18 | Link | commenti (1)
categoria:palestina, esteri, politica internazionale, attualitĂ , gaza
lunedì, 26 ottobre 2009

Dopo il via libera dei giorni scorsi dovrebbe essere disponibile entro il 19 novembre la famigerata pillola abortiva RU486, un vero e proprio pesticida che banalizzerà l'aborto, produrra nuove vittime, e arricchirà ancor di più le case farmaceutiche.

Il sito Fattisentire.net sta portando avanti una campagna contro questa pillola, al link sotto indicato troverete le istruzioni per spedire una e-mail ai rappresentanti in parlamento della vostra circoscrizione elettorale, in cui si chiede il blocco della commercializzazione della pillola abortiva RU486.

http://www.fattisentire.org/modules.php?name=invio_mail2

 

postato da: Colognes alle ore 10:39 | Link | commenti
categoria:politica italiana, aborto, societĂ , ru486
mercoledì, 26 agosto 2009

Nuova influenza, l'Oms: è pandemia "Indica la diffusione, non la gravità"

Alle "verità" divulgate dai telegiornali e dai quotidiani (in particolar modo quelli italiani) ho sempre guardato con sospetto, preferendo informarmi autonomamente anche con internet.

La questione che oggi fra tutti gli eventi del mondo tiene banco maggiormente (insieme alla crisi economica) è l'epidemia di influenza partita dal Messico. Sarà perchè sono naturalmente sospettoso, ma alcune cose in questa vicenda non quadrano. Ma cosa c'è che non va? Elenchiamo i punti oscuri:

  • Il virus della nuova influenza A/H1N1 potrebbe essere nato in un laboratorio per un errore umano. Lo sostiene il ricercatore australiano Adrian Gibbs, uno dei padri dell'antivitale Oseltamivir. (La notizia è stata subito messa a tacere, fatto strano dato che questa influenza dovrebbe costare centinaia di miliardi di dollari e numerose vite umane)
  • L'11 giugno l'Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che l'influenza suina è pandemia, ad indicare la diffusione globale ed inarrestabile della malattia. (Perchè tutta questa fretta a dichiarare la pandemia? In nazioni grandi come l'Italia i casi a quel periodo non arrivavano al migliaio. Sarà forse che l'OMS acquisisce poteri molto più grandi e sovranazionali nel caso venga decretata la pandemia?)
  • Tutte le maggiori nazioni del mondo si preparano a vaccinare obbligatoriamente (ci sarà addirittura coercizione?) larghe fasce della popolazione nonostante la mortalità accertata della Nuova influenza non sia di molto superiore alle normalissime influenze stagionali. (Perchè tutta questa fretta? Perchè se i sintomi di tale influenza sono tutt'ora molto blandi?)
  • VACCINAZIONE IN DUE FASI: nella prima fase verranno vaccinati operatori sanitari (medici di medicina generale, pediatri, personale delle Asl), operatori di servizi pubblici essenziali e e categorie a rischio. Queste saranno indicate in una circolare del ministero attesa nei prossimi giorni. A quanto si apprende, potrebbero avere la priorità persone fino a 65 anni con malattie respiratorie e cardiovascolari croniche, diabetici e donne in gravidanza. La seconda fase scatterà dal 31 gennaio 2010 con 16 milioni di dosi a disposizione e prevede la vaccinazione di bambini e giovani da 6 mesi a 27 anni. (giovani fino a 27 anni dovranno vaccinarsi? Ma solitamente dopo i 20 anni non dovrebbe essere l'età più forte e vigorosa? Perchè allora non si vaccinano anche le persone sane di 40 o 50 anni?)
  • Il segretario del Ministero della Salute americano, Sebellius, ha reso noto che le case farmaceutiche che produrranno il vaccino godranno della totale impunibilità nel caso in cui il vaccino producesse danni alle persone sotto trattamento. (Questa è così assurda che non ci volevo credere ma è tutto vero, con tanto di notizia sulla Associated Press)

Se qualcuno saprà chiarire tutto questo lo faccia pure, ma di quello che ho scritto poche cose hanno una vera giustificazione. La domanda rimane ed è inquietante: cosa c'è dietro la Nuova influenza e la vaccinazione di massa che vogliono imporre?

postato da: Colognes alle ore 14:31 | Link | commenti (4)
categoria:attualitĂ , nuova influenza, misteri mondiali
lunedì, 10 agosto 2009

(Striscione fuori dall'Università di Gerusalemme che rivendica la Città Santa per il popolo ebraico)

BASTA ESPULSIONI DI PALESTINESI DA GERUSALEMME EST

APPELLO  ALLE  AUTORITA'  ITALIANE


Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano (presidenza.repubblica@quirinale.it)
Al Ministro degli Affari Esteri Franco Frattini (gabinetto@esteri.it)
All’Ambasciatore d’Italia a Tel Aviv Luigi Mattiolo (
luigi.mattiolo@esteri.it)
Al Console Generale d’Italia a Gerusalemme Luciano Pezzotta (
luciano.pezzotti@esteri.it)

 
Domenica 02 agosto e' stato reso esecutivo l'ordine di sfratto pendente su due famiglie palestinesi di Sheikh Jarrah a Gerusalemme Est. Alle prime ore del mattino i soldati dell'IDF (Israeli Defence Forces) hanno costretto con la forza le famiglie al Ghawi e al Hanoun, gia` profughi nel `48, a lasciare le loro case nel quartiere di Sheikh Jarrah, dove risiedevano dal 1956. Al loro posto sono gia' entrati nelle abitazioni coloni israeliani.
Da settimane la presenza di cittadini e attivisti per i diritti umani palestinesi, israeliani ed internazionali ha sostenuto la determinazione delle famiglie a non lasciare le proprie case e a non divenire vittime delle politiche di pulizia etnica dello Stato di Israele.
Secondo il Diritto Internazionale Gerusalemme Est fa parte dei Territori Palestinesi Occupati da Israele dal 1967 e la comunita' internazionale e' tenuta a far rispettare le risoluzioni delle Nazioni Unite che vietano il trasferimento di popolazioni cosi' come ogni intervento atto a modificare lo status quo della citta' (cfr. Convenzioni di Ginevra (1949) e Risoluzioni ONU (n. 242 del 1967, 252 del 1968, 267 del 1969, 271 del 1969, 298 del 1971, 465 del 1980, 476 del 1980, 478 del 1980). 
La condizione degli abitanti palestinesi a Gerusalemme Est si fa sempre piu' insostenibile a causa delle politiche discriminatorie del Governo occupante che hanno come obiettivo la irreversibile annessione della citta' di Gerusalemme Est creando continuita' territoriale tra Gerusalemme Ovest e gli insediamenti israeliani illegali che circondano Gerusalemme Est (Maale Adumim, Pisgat Zev....).
Dal 1967 ad oggi sono stati costruiti 17 insediamenti che occupano circa il 35% del territorio di Gerusalemme Est, nei quali vivono piu' 200,000 coloni. Fonti OCHA (Office for Coordination of Humanitarian Affairs –
www.ochaopt. org/) riportano che tra il 1967 e il 2006 sono state demolite piu' di 8500 case palestinesi. Nei soli primi 4 mesi del 2009, OCHA ha registrato la demolizione di 19 strutture a Gerusalemme Est, che comprendono 11 abitazioni civili. Di conseguenza 109 palestinesi, tra cui 60 bambini, si ritrovano sfollati. 
Le dirette conseguenze sulla societa' palestinese di tali azioni del Governo Israeliano sono la frammentazione territoriale dei diversi quartieri di Gerusalemme Est nonche' l'isolamento di Gerusalemme Est dal resto della Cisgiordania, creando di fatto le condizioni per cui Gerusalemme diventi la capitale 'unica ed eterna dello Stato di Israele' in violazione del Diritto Internazionale e delle Risoluzioni ONU.
L'unica difesa a cui possono ricorrere i palestinesi di Gerusalemme e' il sostegno e il supporto della comunita' internazionale, l'unica che puo' esercitare pressione sul Governo Israeliano per revocare immediatamente gli ordini di espulsione dei palestinesi di Gerusalemme Est (Sheikh Jarrah, Citta' Vecchia, Silwan, Bustan, Ras al Amud) e per fermare i piani di costruzione di nuove colonie a Gerusalemme.
Le famiglie al Ghawi, al Hanoun e al Kurd, quest'ultima cacciata dalla propria abitazione nel novembre 2008, sono solo le prime tra le 28 famiglie (500 persone) residenti nel quartiere di Sheikh Jarrah, che sono a rischio di espulsione.
La nuova amministrazione statunitense e l'Unione Europea hanno condannato la confisca, la demolizione delle case palestinesi a Gerusalemme Est e la costruzione di nuovi insediamenti.
Chiediamo pertanto al Governo Italiano e piu' direttamente alla rappresentanza diplomatica del  Consolato Generale di Italia a Gerusalemme di unirsi alle severe condanne verso il Governo Israeliano per le espulsioni delle famiglie al Ghawi e al Hanoun, e di richiedere al Governo Israeliano che venga cancellato l'ordine di espulsione, che le famiglie cacciate possano rientrare nelle proprie case, che vengano cancellati gli ordini di espulsione per le altre famiglie e che vengano fermati i piani di costruzione delle colonie a Gerusalemme Est, come previsto dal rispetto del Diritto Internazionale.
In quanto cittadini italiani chiediamo al Consolato Generale di Italia a Gerusalemme di visitare le famiglie al Ghawi, al Hanoun e al Kurd per portare un messaggio di solidarieta' e sostegno umano e soprattutto politico, come gia' fatto da altri rappresentanti diplomatici europei e statunitensi.

 

Per dare la propria adesione all'appello, come associazione/ente o a titolo personale, inviare emails a:

stopespulsioniger@gmail.com


http://www.terrasantalibera.org/appello_basta_espulsioni_JerEst.htm

 


Nel più completo silenzio dei media italiani (e in parte di quelli internazionali) prosegue la giudaizzazione di Gerusalemme in opposizione a quanto richiesto dall'attuale amministrazione statunitense, disprezzando tutte le risoluzioni Onu, schiacciando le flebili speranze palestinesi. 

Dubito che un simile appello verso le autorità italiane possa fare qualcosa anche perchè la paura è molta visto l'odio riversato dagli israeliani contro tutto ciò che contrasta i loro sogni di potenza e egemonia.

L'ingiustizia del popolo ebraico produrrà enormi catastrofi, che si aggiungeranno a quelle già avvenute in passato. Dopo tutto, chi semina vento raccoglie tempesta.

 

postato da: Colognes alle ore 09:46 | Link | commenti (3)
categoria:palestina, esteri, politica internazionale, attualitĂ , giudaismo
venerdì, 24 luglio 2009

Cocaina e pasticche: le prenderanno almeno un milione di italiani

Previsioni per il 2012. Torna l’eroina

MILANO - La crisi rallenta il mercato della droga. Ma i con­sumatori continuano a cresce­re. E se la cocaina si conferma «una piaga sociale», il futuro sa­rà in realtà un ritorno: quello dell’eroina, il cui mercato è pre­visto in aumento del 40 per cen­to nei prossimi tre anni. Nel 2012 i consumatori delle dro­ghe «da discoteca» arriveranno a circa un milione (700 mila snifferanno cocaina e 270 mila cercheranno lo sballo con l’ec­stasy e gli anfetaminici). Il dato corrisponderà al 3% degli italia­ni tra i 15 e i 54 anni. Ma a pre­occupare è l’abbassamento dei prezzi delle droghe, già ai mini­mi storici: per una dose di pol­vere bianca nel 2012 si spende­ranno 13 euro. Solo 7 per una di eroinabrown . Meno, molto meno, di una serata in pizzeria.

La cocaina


«Una strategia», dicono gli analisti, «per abbassare l’età dei consumatori e garantire co­sì una «base allargata» di tossi­codipendenti. Il mercato sta cambiando: dai narcos colom­biani ai coltivatori di oppio af­ghani fino agli spacciatori di
strada o a quelli dellamovida e del porta a porta. Le previsioni del rapporto Prevo.lab (il labo­ratorio previsionale sulle dipen­denze della Lombardia) lo scor­so anno avevano messo in con­to un aumento dei consumato­ri di cocaina in Italia del 20% en­tro il 2011. Una stima che oggi viene rivista al ribasso: cresce­ranno, sì, ma soltanto del 5 per cento. Secondo Riccardo Gatti, direttore di Prevo.lab, il rallen­tamento è dovuto perlopiù alla crisi e alla flessione dei consu­mi in generale.

L’eroina


Come le multinazionali an­che i trafficanti hanno risentito della congiuntura economica, così i canali di distribuzione so­no stati costretti a differenziar­si. Secondo le stime per il trien­nio 2009-2012 gli eroinomani saranno 160 mila (40% in più ri­spetto ad ora). A partire dalle metropoli: Milano, Roma, Tori­no, Napoli. Un «boom pilota­to », secondo le forze dell’ordi­ne: l’obiettivo è quello di garan­tire uno «zoccolo duro» con ele­vata dipendenza, superiore a quella della cocaina. Aumenta­re
la diffusione dell’eroina nei giovani tra i 14 e i 16 anni, per gli spacciatori significa investi­re sul mercato dei prossimi 10 anni. «Oggi le organizzazioni, dalla ’ndrangheta ai narcos, agi­scono con mentalità imprendi­toriale. Non c’è una borsa inter­nazionale della droga, ma traffi­canti tendono ad autoregola­mentare il mercato. Ed è facile con i ragazzini che si fumano l’eroina».

Le cyber drugs


Cosa voglia dire applicare i dettami della macroeconomia al mercato degli stupefacenti è presto chiarito: i prezzi «al con­sumo » di coca ed eroina sono
in costante discesa. Secondo i dati della Direzione centrale ser­vizi antidroga, per un grammo di polvere bianca oggi si paga­no 74 euro, che nel 2012 scende­ranno a 67. Una dose di coca (0,20 grammi) costerà 13 euro, mentre per l’eroina si scenderà a 7 euro. Costeranno di più solo gli spinelli: nel 2002 ci voleva­no 6 euro, nel 2012 saranno 11. La diffusione di hashish e ma­rijuana si confermerà altissima: tra i 5 e i 6 milioni di italiani. E da qui al 2012 sulla piazza si af­facceranno anche le «cyber drugs»: i file Mp3 da sballo che conquisteranno la loro piccola fetta di mercato.


24 luglio 2009

Copyright 2009 © RCS Quotidiani Spa

http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_24/cocaina_pasticche_cesare_giuzzi_bfe8ee00-7815-11de-96fb-00144f02aabc.shtml

postato da: Colognes alle ore 10:41 | Link | commenti (4)
categoria:droga, attualitĂ , societĂ , tramonto della civiltĂ 
martedì, 21 luglio 2009

Dopo varie settimane di assenza dal blog riprendo gli aggiornamenti con un tema che mi sta molto a cuore: la Terra Santa e la questione palestinese.

Netanyahu sfida gli Usa su insediamenti a Gerusalemme Est

domenica 19 luglio 2009

di Jeffrey Heller

GERUSALEMME (Reuters) - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dicendo che non prenderà ordini sugli insediamenti ebraici a Gerusalemme Est, oggi ha respinto la richiesta Usa di bloccare il progetto di costruzione di altre case per i coloni nell'area contesa.

Le nuove frizioni con Washington sul progetto di costruire 20 appartamenti in una parte di Gerusalemme conquistata da Israele nel 1967 potrebbero approfondire la più seria incrinatura nelle relazioni tra i due alleati da un decennio a questa parte.

Fonti israeliane dicono che il Dipartimento di Stato ha convocato l'ambasciatore israeliano a Washington Michael Oren e gli ha detto che il progetto approvato questo mese dalla municipalità israeliana di Gerusalemme dovrebbe essere sospeso.

"Non possiamo accettare l'idea che gli ebrei non abbiano il diritto di vivere e costruire ovunque a Gerusalemme", ha detto Netanyahu, definendo la città la capitale di Israele.

"Posso solo immaginare cosa accadrebbe se qualcuno suggerisse che gli ebrei non possono vivere in determinati quartieri di New York, Londra, Parigi o Roma. Di certo ci sarebbe una vasta eco internazionale", ha detto ai giornalisti. "Non possiamo accettare questo editto a Gerusalemme".

Netanyahu e il presidente Barack Obama sono già ai ferri corti sulla richiesta Usa a Israele di congelare gli insediamenti ebraici sul territorio occupato che i palestinesi chiedono per il loro stato.


postato da: Colognes alle ore 11:22 | Link | commenti (1)
categoria:palestina, esteri, politica internazionale, attualitĂ , giudaismo
martedì, 09 giugno 2009

Il Gay pride a Roma si farà

Roma, 09-06-2009

La questura di Roma ha autorizzato il corteo del Gay Pride 2009 di Roma del 13 giugno. Lo annuncia il circolo di cultura omosessuale Mario Mieli, organizzatore dell'evento, spiegando che il percorso concesso non fa parte dei sei previsti dal protocollo cittadino sulle manifestazioni.

Termina cosi' il lungo braccio di ferro tra la questura e gli organizzatori del Gay Pride, che andava avanti da settimane. Il corteo partira' da piazza Repubblica, proseguira' su via Cavour, via dei Fori imperiali, via delle Botteghe oscure e terminera' in piazza Navona. Il via libera, spiegano gli organizzatori, e' arrivato ieri in tarda serata. Oggi si terra' una conferenza stampa nella sala del Mappamondo di Montecitorio per presentare le novita'.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=120772

 

Il circo italiano ed europeo, specchio del livello raggiunto dalla nostra società e della nostra "civiltà".

postato da: Colognes alle ore 17:12 | Link | commenti (5)
categoria:attualitĂ , societĂ , tramonto della civiltĂ , carnevale omosessuale
martedì, 26 maggio 2009

Le automobili Renault hanno deciso di proporsi al nostro paese tramite la pubblicità di un uomo sposatosi tre volte e che ha un quinto figlio da un rapporto occasionale.
Che si tratti di subalternità alla cultura dominante o di un subdolo tentativo di corrodere ulteriormente le radici del nostro popolo, poco importa.
Infatti, "la pubblicità da' l'impressione che sia normale cambiare moglie quattro volte, come è normale conservare una Renault. Cambiare auto, anche se è una Renault, non ha conseguenze particolari. Invece, le conseguenze in caso di divorzio, con bambini abbandonati, sono ben diverse." (
Mons. Fihey, vescovo di Coutances e d' Avranches, in Normandia)

da www.fattisentire.net

postato da: Colognes alle ore 11:08 | Link | commenti (3)
categoria:attualitĂ , societĂ , tramonto della civiltĂ